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Chi sono

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Amabile Giusti si addormenta la sera sognando di scrivere, si sveglia la mattina con lo stesso chiodo fisso in testa, non è escluso che perfino davanti a un giudice, mentre perora una causa, la sua mente divaghi pensando a come plasmare una storia o finire un capitolo. È un tipo che ascolta molto e parla poco ma quando scrive non si ferma più...
Se volete farla contenta regalatele un saggio su Jane Austen, un ninnolo di ceramica (preferibilmente blu), un manga giapponese, o una piantina grassa (più spine ci sono meglio è). Preferibilmente tutti insieme. Spera di invecchiare lentamente (perché questo pare sia l’unico modo per vivere a lungo...) ma mai invecchiare dentro! Dentro avrà sempre un’età con poco passato e molto futuro e scarsa saggezza.

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domenica 16 giugno 2013


 
 

Giudizio complessivo dell'opera:

 
 
  
TITOLO: Shades of Life
AUTORE: Glinda Izabel
EDITORE: Fazi editore
PAGINE: 250
PREZZO: 1,99€ (solo digitale)
SINOSSI:
Juniper Lee potrebbe concedersi ogni lusso. Potrebbe viaggiare senza preoccuparsi di avere una destinazione, abbandonarsi a ogni sorta di eccesso senza temere ripercussioni.
Ma non c’è nessun bene materiale che possa distrarla dalla solitudine che la divora, perché Juniper è un spettro intrappolato in una dimensione dai contorni indefiniti. Il suo cuore non batte realmente, e tutto di lei - i suoi respiri, i suoi sorrisi, le lacrime che spesso le solcano le guance- sono solo l’eco di una vita ormai lontana. Juniper è sola e non possiede alcun ricordo. L’unica memoria che sollecita la sua mente, sin da quando si è risvegliata nella sua nuova forma spettrale, è quella di un nome. Il suo. Unica eredità della ragazza che doveva essere stata un tempo. Eppure, nonostante sembri non esserci nulla a legarla al mondo dei vivi, Juniper non riesce a seguire il raggio di luce che potrebbe aprirle le porte dell’aldilà.
Quando alla sua porta si presenta Logan, attraente ragazzo dallo sguardo scintillante, tutto per lei si tinge di nuovi e abbaglianti colori. Logan è diverso dagli altri spettri, è come se in sé nascondesse qualcosa di unico, che l’attrae in modo irresistibile.
Qualcosa di inspiegabile avviene quando i due si toccano, come l’esplosione di una forza celestiale. E un ingranaggio si smuove nei recessi della mente di lei, facendole provare sensazioni mai conosciute prima. Sensazioni che profumano di ricordi sopiti e verità dimenticate. Sensazioni che potrebbero rispondere alla domanda che l’ha assillata sin dal giorno del suo risveglio: chi è davvero Juniper Lee?
 

La mia opinione: 


Non c’è modo di raccontare diffusamente la trama di questo romanzo senza rischiare di scivolare in rivelazioni che toglierebbero gran parte del gusto alla lettura. Pertanto mi limiterò a dire che Juniper Lee è un fantasma, vive in una libreria di Savannah, una cittadina del sud degli States, nascosta fra i libri e la polvere e il disperato tentativo di ricordare com’era, chi era, prima che la morte la trasformasse.
Anche gli specchi non l’aiutano: ogni volta che si riflette vede un’immagine sfocata come la sua memoria. Non ama socializzare coi suoi simili, preferisce stare da sola, a conversare con la propria voce interiore, alla quale ha dato perfino un nome, Adelaide. Un giorno, nella sua vita - o meglio nella sua morte - irrompe Logan, un altro fantasma che, a differenza di lei, pur rammentando qualcosa del proprio passato, non sa, non capisce, non vuole capire, di essere morto. Logan è affascinante, Logan è irruente, Logan è provocatorio, Logan ha due occhi che incatenano, e sconvolge la sua placida e ripetitiva non vita.
Non posso dire di più per evitare spoiler.
Juniper e il suo mondo interiore costituiscono, dal mio punto di vista, la parte più interessante della storia. Juniper non è solo un personaggio, uno spirito senza memoria, la più forte e più enigmatica fra i due protagonisti pressoché assoluti del romanzo: Juniper è un modo di intendere la vita, la morte, l’amore, il passaggio da ciò che eravamo a ciò che siamo. Juniper guarda il mondo che non può vederla, si lascia cullare dalla musica dei Beatles e dal fruscio riposante dei libri, e vive, o meglio attraversa l’eternità che le rimane, pervasa da una solitudine struggente. Ben presto capisce che Logan, con quel sorriso incantatore e quei modi disinvolti, ignora la propria condizione, e sceglie di non rivelargliela per non farlo soffrire, per lasciargli la speranza che le cose possano cambiare e che quello strano stato sospeso sia solo un passaggio, una proiezione astrale, un sogno molto intenso o chissà cosa, e possa diventare di nuovo vita. Juniper è una vera eroina, fragile, riservata, innamorata, gelosa, forte e commovente.
Non vado pazza per i romance assoluti ( siano essi realistici o paranormal), per cui confesso che le parti dedicate alle pure schermaglie sentimentali tra i due protagonisti non mi hanno ammaliata come penso sia accaduto a persone meno pragmatiche di me e ( beate loro) più giovani. Ammetto che siano ben scritte e intriganti, ma non hanno intrigato me. Per un mio gusto, non per un limite dell’autrice, che scrive molto bene e ha uno stile semplice e intenso allo stesso tempo.
Ma la mia attenzione e la mia emozione si sono ravvivate nel momento in cui la storia ha superato i momenti romantici strettamente intesi ( lo scambio di baci e tenerezze, e il desiderio nascente, un desiderio delicato, mai spinto, raffinato), e ha ceduto il passo ai tormenti dell’anima e via via alle numerose rivelazioni che caratterizzano in un crescendo di tensione la seconda metà del libro.
Ho amato Juniper e i suoi dialoghi con la caustica Adelaide, la sua malinconia e la sua paura, le sue misteriose visioni, il suo graduale scoprire la verità, mettendo insieme i pezzi come in un mosaico. É talmente straordinaria questa ragazza, che avrei apprezzato la sua storia anche senza Logan. Juniper, coi suoi abiti antichi, ha riempito tutto lo spazio del mio cuore. Logan, pur essendo un bel personaggio, soccombe dinanzi a lei. Nonostante voglia apparire spavaldo mi ha fatto quasi tenerezza, come un bambino spaesato, come un ragazzino insicuro che recita la parte dell’affascinante canaglia per darsi un contegno. Temo sia stata anche questa mia percezione di Logan, giusta o sbagliata ma del tutto personale, a non farmi andare in visibilio per la coppia dal punto di vista dell’intesa fisica.
Il finale, che non rivelo per ovvi motivi, è sconvolgente, toccante fino alle lacrime, e unisce tante anime, tante persone orbate dalla perdita, tanto dolore, ma anche tanta speranza, perché la morte non è necessariamente una fine, e anche una libreria polverosa nel cuore della Georgia può diventare il Paradiso.
 
 
 

6 commenti:

Simona T. ha detto...

Bellissima recensione =) Non vedo l'ora di poter leggere anche io questo libro e spero in una versione cartacea :)

Anonimo ha detto...

Una bellissima recensione, scritta da una grande scrittrice per una probabile grande scrittrice...

Diego Galdino

Silver_wings ha detto...

Woow...^_^ recensione intensa!!! É tra le letture in lista sul kobo...e sarà sicuramente interessante...ne avevo avuto già una buona impressione dalla sinossi ma così sviscerato senza realmente rivelare nulla del libro mi piace ancora di più!!! ^_^

Eilan Moon ha detto...

Questa recensione secondo me è bellissima. Grazie Amabile!

Marty s ha detto...

Ottima recensione Amabile...è bello vederti anche in versione "recensionista"(ma esiste?)!! Questo libro mi intriga moltissimo: primo perchè si parla di fantasmi, secondo perchè l'autrice è italiana, cosa che fa sempre piacere. Appena smaltisco alcuni libri che mi sono rimasti, lo acquisterò di sicuro!!

Valentina Turchetti ha detto...

BELLISSIMA RECENSIONE DALLA NOSTRA JACKOAMABILE

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